Sui rifiuti, sulle discariche, sugli inceneritori e sui termovalorizzatori ormai ne ho sentite di tutti i colori. Ma quale sarebbe una vera e concreta alternativa a questi impianti per lo smaltimento dei nostri rifiuti.” – Guido, Trescore Balneario (BG).

Questo il quesito posto alla trasmissione L’Espresso, a cui a partecipato Marcello Saponaro consigliere regionale dei Verdi in Regione Lombardia.

Come già detto in altre occasioni la nostra posizione in merito è semplice, meno produzione ove possibile e maggiore riciclo. Soprattutto nel settore hi-tech oggi è possibile, grazie proprio alla teconologia disponibile, rigenerare e quindi riutilizzare ciò che troppo spesso viene etichettato come bene obsoleto (rifiuto), senza per questo rinunciare a qualità e prestazioni.

Da sempre una delle barriere più difficili da abbattere è la questione relativa alla garanzia, ovvero il problema che spesso gli utenti sono terrorizzanti dalla perdita di questo diritto in caso di guasto se si utilizzano prodotti consumabili non originali. Troppo spesso ho sentito frasi del tipo “Questa macchina l’ho acquistata da poco, è ancora sotto garanzia preferisco acquistare cartucce originali„.

La legge però tutela gli utenti e impedisce ai produttori di stampanti di rivalersi sul portafogli del cliente in caso di guasto, se questi ha utilizzato cartucce non originali. E’ palese che ognuno tenti di proteggere il proprio mercato, adottando strategie che leghino il cliente, ovvero cercando di fidelizzare quest’ultimo offrendo servizi sempre nuovi e completi. Ma quando si fa terrorismo, cioè quando si lascia volutamente circolare un’informazione falsa e tendenziosa, allora si violano le regole non scritte della concorrenza leale. Questo atteggiamento trova terreno fertile nel settore perchè purtroppo gli utenti non sono sufficientemente attenti, possono quasi essere considerati passivi. Acquistano il bene, senza preoccuparsi di niente altro che non sia il prezzo del prodotto stesso. Ho già parlato, qui, di questa questione, portando ad esempio il mercato delle autovetture, dove l’acquirente è molto attento e misura con la dovuta precisione ogni singolo dettaglio del bene, dal prezzo alla garanzia, dai sevizi offerti alla gestione post vendita da parte del concessionario. Per restare in tema con le autovetture, pensate di acquistare una auto Fiat e trovare precise clausole di garanzia che prevedono l’utilizzo indiscusso di parti consumabili originali. Vi trovereste dunque in una situazione paradossale, costretti ad utilizzare gomme, carburanti, lubrificanti ed altro a marchio Fiat. Se fosse vero, e non un semplice esempio, il mercato sarebbe viziato. Certo la Fiat come i produttori di stampanti, può e anzi ritengo debba informare i propri utenti consigliando loro l’utilizzo di prodotti specifici, quelli che riterrà più opportuni al corretto funzionamento del bene, ma niente di più. Nessuna azione di terrorismo informativo, nessuna minaccia anche se velata al portafogli del cliente. La garanzia è un diritto acquisito al momento dell’acquisto del bene.

Finalmente dopo anni che combatto contro questa paura insita in quasi tutti i cliente, da oggi avrò una possibilità in più, perchè sul sito HP è apparso un documento che spiega come viene gestita la garanzia e specifica in modo inequivocabile che l’utilizzo di cartucce rigenerate o ricaricate non fa in alcun modo decadere la garanzia sul prodotto. Solo nel caso in cui il danno è imputabile al consumabile non originale il produttore si riserva la possibilità di addebitare all’utente i costi di riparazione. Ricordo però che le norme che regolano le garanzie di qualsiasi prodotto, specificano che la stessa non verrà riconosciuta in caso di uso improprio del bene, dei suoi accessori o dei consumabili.

Che sia questo un primo passo di HP verso verso la consapevolezza che noi rigeneratori non siamo una minaccia ma piuttosto una risorsa per il mercato?

Il 2 aprile ho partecipato all’evento organizzato da Lexmark, riservato ai giornalisti, chiamato “Earth Month” il cui slogan era “Print Less Save More”, grazie alla collaborazione che da anni ho con la rivista del settore “Il Rigeneratore Italiano.

L’azienda ha presentato i nuovi prodotti che inizierà a commercializzare proprio da questo mese, il tutto condito da una campagna di sensibilizzazione ambientale, “Earth Month„ appunto con la quale Lexmark si impegna a proteggere 242 ettari di foresta pluviale versando un contributo alla “Rainforest Fundation UK„.

I modelli presentati, sui quali potrete trovare maggiori informazioni qui e qui, hanno tutti caratteristiche eco-sostenibili secondo il colosso statunitense, permetteranno cioè all’utente di risparmiare contribuendo al tempo stesso alla salvaguardia ambientale. Dalla funzionalità fronte/retro che permette di dimezzare i volumi di carta stampata, alle cartucce in formato XL che sempre secondo il produttore consentono di stampare il doppio risparmiando denaro e soprattutto diminuendo il volume di rifiuti (cartucce a fine vita).

E’ stato presentato anche un programma per il recupero delle cartucce esaurite. Collegandosi al sito internet l’utilizzatore potrà con estrema semplicità verificare il rivenditore Lexmark più vicino al quale potrà consegnare le proprie cartucce esaurite, garantendo così una corretta gestione del rifiuto. Non è stato specificato però che destinazione avranno le cartucce esaurite adducendo ad un riciclo di materie plastiche e metalliche, niente di nuovo altri già lo fanno da anni (vedi qui). Massimiliano Tedeschi Amministratore Delegato di Lexmark Italia ha dichiarato che in tutto sono 800 i punti vendita autorizzati sul territorio italiano in grado di gestire i rifiuti consegnati dagli utenti professionali e privati, quando ho chiesto come si fossero comportati con le autorizzazioni mi ha risposto “…tutti i nostri rivenditori sono autorizzati allo stoccaggio dei rifiuti, stiamo però lavorando con il ministero dell’Ambiente per modificare la legge, e semplificare la gestione di questa tipologia di rifiuto.„ La risposta mi lascia un po’ perplesso e francamente la considero un po’ troppo diplomatica, conosco molto bene le difficoltà che si incontrano nell’espletare le pratiche per il rilascio delle autorizzazioni. Esistono alcuni vincoli, paesaggistici, faunistici e di tutela della persona che impediscono l’ottenimento delle stesse, per esempio non può esistere un sito di stoccaggio rifiuti in una zona che non sia classificata industriale dal piano regolatore del comune, il sito in questione non può essere prossimo a falde acquifere, parchi naturali, etc… Anche se non si tratta di rifiuti pericolosi, il Dlgs 152 03/04/06 non fa distinzioni in merito.

Assolutamente apprezzabile l’approccio che l’azienda sta avendo nei confronti dell’ambiente, l’iniziativa volta ad educare e sensibilizzare gli utenti ad un comportamento più sostenibile è assolutamente apprezzata, il timore che la logica dei profitti abbia la meglio c’è ed è molto forte. Vestire una campagna commerciale con l’abito ecologico è sicuramente d’impatto sui fatturati, ma non sull’ambiente se quest’ultimo è solo un veicolo promozionale.

La salvaguardia dell’ambiente è un compito che oggi spetta a tutte le persone e che non può più essere delegato o rimandato. Tutti possono contribuire in maniera immediata e concreta, semplicemente mettendo in pratica comportamenti eco-compatibili nella vita quotidiana. Per questo è necessario partire dalla consapevolezza del proprio ruolo e di quanto singole azioni possano avere un forte impatto sulla natura. Solo adottando un atteggiamento ecologicamente corretto e consapevole è possibile dare un reale contributo al benessere del pianeta.„ Partendo da questa dichiarazione fatta da Tedeschi, auspico che l’impegno dell’azienda che dirige non si limiti a dare contributi a “The RAINFOREST FUNDATION„.

Strutturare sistemi che abbiamo come scopo principale azioni coordinate atte alla sensibilizzazione ed educazione delle future generazioni è forse il modo migliore per tentare di risolvere l’annoso problema della salvaguardia ambientale.

REduce – REcover – REuse – REcycle, viene così tradotto da Lexmark:

Non stampare inutilmente…

  • Usare la funzionalità dello scanner per l’invio delle bozze via mail e visualizzare sempre l’anteprima di stampa del documento prima di andare in stampa.

Stampare meno

  • Stampare solo le pagine necessarie, usando le modalità fronte-retro, la bozza e la funzione multi-up.

Stampare in maniera intelligente

  • Preferire sempre l’utilizzo di carta riciclata o certificata

  • Scegliere cartucce originali ad alto rendimento e smaltirle in contenitori separati

  • Restituire le soluzioni al termine del loro ciclo di vita per recuperarle

  • Usate preferibilmente stampanti per piccoli gruppi di lavoro

  • Non disattivare la modalità di risparmio energetico

Riciclare

  • Impegnarsi in prima persona per restituire i prodotti utilizzati, contribuendo responsabilmente al loro riciclo

Fondamentalmente quanto sopra espresso da Lexmark è corretto, forse un po’ limitato e protezionistico. Preferire prodotti riciclati (cartucce) e hardware ricondizionato (stampanti) contribuisce ulteriormente alla tutela e salvaguardia dell’ambiente.

Educare il consumatore ad un utilizzo coscienzioso dei prodotti, organizzare workshop tematici in collaborazione con associazioni ambientaliste, coordinare insomma azioni legate alla tutela e salvaguardia dell’ambiente, cercando di portare a conoscenza di tutti le tecnologie volte alla riduzione de rifiuti in primis e ad una corretta gestione successivamente.

Stoccaggio Cartucce VuoteHP ha avviato, qualche anno fà, un programma pilota per il riciclo della plastica derivata dalle cartucce esaurite (vuote), non ha inventato niente di nuovo sia chiaro, ma il successo a spinto l’azienda ad investire e sostenere questa iniziativa. In pratica ha semplicemente applicato un processo già noto per il recupero della plastica (ABS, PET) di cui sono fatte le cartucce toner ed inkjet. Le cartucce vengono raccolte dai centri autorizzati HP (in Italia il servizio non è attivo) e successivamente avviate al riciclo, la plastica viene triturata e quindi trattata con fibre e resine particolari per renderla nuovamente utilizzabile nei processi per la produzione di nuove cartucce. Sei mesi fà HP dichiarò di aver riciclato ben 74 milioni di Kg. di plastica attravero il suo programma HP Planet Partners attirando su di se quindi la benevolenza di quanti lottano perchè le major prendano coscienza di un problema tanto importante come l’AMBIENTE.

Quanto svolto da HP è di assoluto rigore, ci auguriamo che anche altri brand possano presto imitare il colosso americano. E’ necessario però, secondo noi fare qualche precisazione in merito ai processi di riciclo. Siamo convinti che l’azione di HP sia lodevole e meriti una certa risonanza, ma siamo dell’idea che prima di avviare la plastica delle cartucce al processo di recupero sia doveroso attivare un processo di tipo diverso che permetta un reale riutilizzo delle cartucce, evitando così che le stesse debbano essere recuperate.

La RIGENERAZIONE, almeno quella fatta da noi, consente all’utente di riutilizzare le cartucce toner e inkjet, fintanto che queste non presentino anomalie strutturali (ricordiamoci che sono comunque fatte di plastica), garantendo qualità e prestazioni di rigore. Qualora non sia possibile procedere con la rigenerazione, la stessa viene avviata al recupero attivando una procedura che avrà come risultato finale una separazione dei dingolo compontenti di cui la cartuccia stessa è composta (Plastica, Ferro, Parti Elettriche, Polvere Toner). Di tutto questo solo la polvere toner viene avviato allo smaltimento (circa il 5-10% del peso complessivo della cartuccia), il resto viene avviato al recupero attraverso i canali standard.

Se la RIGENERAZIONE, intesa come quel processo produttivo attraverso cui operatori del settore qualificati e professionali fosse presa in seria cosiderazione, non tanto come valida alternativa al prodotto nuovo, ma piuttosto come possibile soluzione al problema della sostenibilità ambientale, probabilmente nel nostro paese circolerebbero molte meno cartucce vuote destinate alle discariche.