inquinamento.jpgDifendersi dalla spazzatura è prima di tutto un’azione culturale. La spazzatura più pericolosa è infatti quella basata su giri di parole, giochi semantici e fonetici, contrazioni di significati, revisione di concetti e quantaltro sia funzionale a distrarre l’attenzione dal vero oggetto della riflessione.

Un esempio tipico è sostituire alla parola inceneritore la parola termovalorizzatore.

Nel mondo è in corso uno scontro durissimo tra cittadini, Amministrazioni Comunali, Provinciali e Nazionali e gli Industriali, sul tema della costruzione degli inceneritori.

In questo contesto, la domanda da porsi non è se inquina di più un inceneritore o una discarica, bensì cosa possiamo fare per evitarli entrambi. E non si tratta dello stato della tecnica, ma dello stato della ragionevolezza.

Prima differenziamo e ricicliamo il più possibile, poi rifacciamo i calcoli e vediamo quali sono le reali necessità del territorio nazionale in termini di smaltimento rifiuti. Solo dopo potremo iniziare a discutere del metodo con cui trattare il residuo non riciclabile, e da questo punto la popolazione ed i comitati sono (fortunatamente) irremovibili, questa è una condizione non negoziabile.

Da parte della cittadinanza non esistono preoccupazioni per le tasche tartassate dalle tariffe, probabilmente la questione economica interessa squisitamente gli industriali, ma al cittadino interessa la salute propria e dei propri figli, la qualità della vita, la possibilità di procurarsi alimenti non avvelenati da diossine e nanopolveri. Non essere costretti a sottoporsi alle cure dell’oncologo non ha prezzo, molto meglio la bolletta salata.

Negli ultimi cento anni abbiamo seguito un modello di sviluppo dissennato, basato su fallaci presupposti come la perenne disponibilità di materie prime e la capacità dell’ambiente di assorbire una quantità illimitata di inquinanti nocivi, è tempo di rendersi conto che la festa è finita, è tempo di utilizzare le tecnologie in modo intelligente, è tempo che gli industriali si preoccupino degli effetti generali della propria attività e non solo di generare profitto.

Per difendersi dalla spazzatura, in questo caso intesa come rifiuti, bisogna evitare di produrla. Questa è l’unica scelta razionale, in più ha il vantaggio di essere molto semplice.

Sulla base di questa premessa risulta evidente quanto sia fondamentale un sostenibile comunicare, perché nelle parole e nei concetti possono nascondersi insidie e trabocchetti, come –appunto- lo stravolgimento di senso che si produce sostituendo alla parola inceneritore la parola termovalorizzatore.