Da sempre una delle barriere più difficili da abbattere è la questione relativa alla garanzia, ovvero il problema che spesso gli utenti sono terrorizzanti dalla perdita di questo diritto in caso di guasto se si utilizzano prodotti consumabili non originali. Troppo spesso ho sentito frasi del tipo “Questa macchina l’ho acquistata da poco, è ancora sotto garanzia preferisco acquistare cartucce originali„.

La legge però tutela gli utenti e impedisce ai produttori di stampanti di rivalersi sul portafogli del cliente in caso di guasto, se questi ha utilizzato cartucce non originali. E’ palese che ognuno tenti di proteggere il proprio mercato, adottando strategie che leghino il cliente, ovvero cercando di fidelizzare quest’ultimo offrendo servizi sempre nuovi e completi. Ma quando si fa terrorismo, cioè quando si lascia volutamente circolare un’informazione falsa e tendenziosa, allora si violano le regole non scritte della concorrenza leale. Questo atteggiamento trova terreno fertile nel settore perchè purtroppo gli utenti non sono sufficientemente attenti, possono quasi essere considerati passivi. Acquistano il bene, senza preoccuparsi di niente altro che non sia il prezzo del prodotto stesso. Ho già parlato, qui, di questa questione, portando ad esempio il mercato delle autovetture, dove l’acquirente è molto attento e misura con la dovuta precisione ogni singolo dettaglio del bene, dal prezzo alla garanzia, dai sevizi offerti alla gestione post vendita da parte del concessionario. Per restare in tema con le autovetture, pensate di acquistare una auto Fiat e trovare precise clausole di garanzia che prevedono l’utilizzo indiscusso di parti consumabili originali. Vi trovereste dunque in una situazione paradossale, costretti ad utilizzare gomme, carburanti, lubrificanti ed altro a marchio Fiat. Se fosse vero, e non un semplice esempio, il mercato sarebbe viziato. Certo la Fiat come i produttori di stampanti, può e anzi ritengo debba informare i propri utenti consigliando loro l’utilizzo di prodotti specifici, quelli che riterrà più opportuni al corretto funzionamento del bene, ma niente di più. Nessuna azione di terrorismo informativo, nessuna minaccia anche se velata al portafogli del cliente. La garanzia è un diritto acquisito al momento dell’acquisto del bene.

Finalmente dopo anni che combatto contro questa paura insita in quasi tutti i cliente, da oggi avrò una possibilità in più, perchè sul sito HP è apparso un documento che spiega come viene gestita la garanzia e specifica in modo inequivocabile che l’utilizzo di cartucce rigenerate o ricaricate non fa in alcun modo decadere la garanzia sul prodotto. Solo nel caso in cui il danno è imputabile al consumabile non originale il produttore si riserva la possibilità di addebitare all’utente i costi di riparazione. Ricordo però che le norme che regolano le garanzie di qualsiasi prodotto, specificano che la stessa non verrà riconosciuta in caso di uso improprio del bene, dei suoi accessori o dei consumabili.

Che sia questo un primo passo di HP verso verso la consapevolezza che noi rigeneratori non siamo una minaccia ma piuttosto una risorsa per il mercato?

Quando si decide di acquistare una cartuccia rigenerata è buona regola non basare la propria decisione solo sul prezzo. Evitare di rimane intrappolati nella logica della quotazione al ribasso dovrebbe essere una regola aurea.

Il prezzo, anche se importante non deve vincolare l’utente nella valutazione di un’offerta. Quando si parla di prodotti rigenerati, è necessario fare alcune considerazioni anche sull’azienda che li produce o rivende. Avere garanzie su professionalità, rapidità nella risoluzione di eventuali problemi e sull’efficienza del prodotto, dovrebbe essere determinante nella valutazione.

Troppo spesso si sentono opinioni poco rassicuranti da utenti che hanno provato ad installare una cartuccia rigenerata sulla propria stampante con risultati poco entusiasmanti. Copie sporche o sbiadite, rumori strani, carta che si inceppa continuamente, questi solo alcuni delle problematiche che si trovano ad affrontare gli utenti che fanno del prezzo l’unico parametro di valutazione.

Quindi per poter valutare al meglio il prodotto che si andrà ad acquistare sarà indispensabile conoscere bene l’azienda che lo propone, ed avere assicurazioni in merito ai processi lavorativi (motedologia, test di funzionalità, rispetto delle norme ambientali), alle tecnologie adottate e soprattutto al post vendita.

Un altro aspetto, troppo spesso non considerato, riguarda i prodotti “made in china„. Su questi bisognerebbe aprire un dibattito a parte, ma in questo momento mi limito a sottolineare che acquistare prodotti rigenerati provenienti dai paesi del sud-est asiatico, con l’obbiettivo di risparmiare e ridurre i rifiuti, non è funzionale.

Non lo è perchè il riciclo viene applicato a cartucce prodotte in altri paesi, e perchè il basso costo deriva spesso da condizioni di lavoro al limite della decenza.

I prodotti di importazione inoltre vengono spesso definiti compatibili, nel vano tentativo di renderli più appetibili al mercato. Una cosa che pochi sanno però, e che vale la pena di dire, è che nessun produttore OEM (Original Equipment Manufacturer) ha mai autorizzato, e forse mai lo farà, alcuna azienda Italiana o estera per la produzione di cartucce compatibili. Esistono infatti decine di brevetti a tutela della proprietà intellettuale dei marchi, che un prodotto compatibile (ex-novo) viola a prescindere.

La rigenerazione parte da un prodotto a fine vita (rifiuto) ed attraverso processi lavorativi viene ripristinato affinchè torni a funzionare esattamente come in origine.

Alla fine del 2007 HP ha commisionato un indagine indipendente su 1200 PMI eruropee per valutare quali sono gli aspetti ambientali che influenzano gli acquisti di stampanti. I risultati li trovate qui e qui, evito di riproporveli e cerco di focalizzarmi su alcune considerazioni di carattere personale.

  • Se è vero che HP è così attenta all’ambiente perchè continua a proporre all’utenza macchine a basso costo che montano cartucce che contengono solo 5ml di inchiostro? Un tempo c’erano stampanti, di pari categoria, sulle quali erano installate cartucce il cui contenuto di inchiostro era pari a 40ml. Chiara logica dei fatturati meno inchiostro più cartucce vendute, salvo poi doverle smaltire.
  • Perchè HP non propone un programma di informazione e formazione dei propri rivenditori, in modo da educarli ad una vendita ecosostenibile piuttosto che selvaggia come è attualmente? Quanti di voi utenti hanno mai ricevuto consigli, da un rivenditore, mirati ad un acquisto consapevole?
  • Se la stampa fornte/retro garantisce un notevole risparmio di carta, perchè continua ad essere un optional e non diventa un accessorio installato di serie su tutte le macchine prodotte?
  • Se l’impegno di HP è volto al recupero delle cartucce esaurite avviando le stesse ad un processo di riciclo che garantisca la riduzione di dei rifiuti, mi chiedo perchè non intervenga a monte anzichè a valle? Ovvero, perchè non investe in progetti e soluzioni che consentano una reale riduzione della produzione dei rifiuti stessi?

Sia chiaro il mio non è un accanimento nei confronti di HP, sono solo infastidito da una certa ipocrisia.

Un camion che trasportava cartucce prende fuoco a cuasa probabilmente di un freno bloccato. L’incendio si è sviluppato con rapidità a causa del carico che  trasportava. Cartucce per stampanti, destinate ad un’azienda di Aprilia. Le cartuccie composte per la maggior parte di plastica, non ignifuga, hanno alimentato le fiamme fino a ridurre il rimorchio un ammasso di plastica fusa e fumante. Incidenti che capitano, per fortuna non così frequentemente.

Via Maremmanews

Il 2 aprile ho partecipato all’evento organizzato da Lexmark, riservato ai giornalisti, chiamato “Earth Month” il cui slogan era “Print Less Save More”, grazie alla collaborazione che da anni ho con la rivista del settore “Il Rigeneratore Italiano.

L’azienda ha presentato i nuovi prodotti che inizierà a commercializzare proprio da questo mese, il tutto condito da una campagna di sensibilizzazione ambientale, “Earth Month„ appunto con la quale Lexmark si impegna a proteggere 242 ettari di foresta pluviale versando un contributo alla “Rainforest Fundation UK„.

I modelli presentati, sui quali potrete trovare maggiori informazioni qui e qui, hanno tutti caratteristiche eco-sostenibili secondo il colosso statunitense, permetteranno cioè all’utente di risparmiare contribuendo al tempo stesso alla salvaguardia ambientale. Dalla funzionalità fronte/retro che permette di dimezzare i volumi di carta stampata, alle cartucce in formato XL che sempre secondo il produttore consentono di stampare il doppio risparmiando denaro e soprattutto diminuendo il volume di rifiuti (cartucce a fine vita).

E’ stato presentato anche un programma per il recupero delle cartucce esaurite. Collegandosi al sito internet l’utilizzatore potrà con estrema semplicità verificare il rivenditore Lexmark più vicino al quale potrà consegnare le proprie cartucce esaurite, garantendo così una corretta gestione del rifiuto. Non è stato specificato però che destinazione avranno le cartucce esaurite adducendo ad un riciclo di materie plastiche e metalliche, niente di nuovo altri già lo fanno da anni (vedi qui). Massimiliano Tedeschi Amministratore Delegato di Lexmark Italia ha dichiarato che in tutto sono 800 i punti vendita autorizzati sul territorio italiano in grado di gestire i rifiuti consegnati dagli utenti professionali e privati, quando ho chiesto come si fossero comportati con le autorizzazioni mi ha risposto “…tutti i nostri rivenditori sono autorizzati allo stoccaggio dei rifiuti, stiamo però lavorando con il ministero dell’Ambiente per modificare la legge, e semplificare la gestione di questa tipologia di rifiuto.„ La risposta mi lascia un po’ perplesso e francamente la considero un po’ troppo diplomatica, conosco molto bene le difficoltà che si incontrano nell’espletare le pratiche per il rilascio delle autorizzazioni. Esistono alcuni vincoli, paesaggistici, faunistici e di tutela della persona che impediscono l’ottenimento delle stesse, per esempio non può esistere un sito di stoccaggio rifiuti in una zona che non sia classificata industriale dal piano regolatore del comune, il sito in questione non può essere prossimo a falde acquifere, parchi naturali, etc… Anche se non si tratta di rifiuti pericolosi, il Dlgs 152 03/04/06 non fa distinzioni in merito.

Assolutamente apprezzabile l’approccio che l’azienda sta avendo nei confronti dell’ambiente, l’iniziativa volta ad educare e sensibilizzare gli utenti ad un comportamento più sostenibile è assolutamente apprezzata, il timore che la logica dei profitti abbia la meglio c’è ed è molto forte. Vestire una campagna commerciale con l’abito ecologico è sicuramente d’impatto sui fatturati, ma non sull’ambiente se quest’ultimo è solo un veicolo promozionale.

La salvaguardia dell’ambiente è un compito che oggi spetta a tutte le persone e che non può più essere delegato o rimandato. Tutti possono contribuire in maniera immediata e concreta, semplicemente mettendo in pratica comportamenti eco-compatibili nella vita quotidiana. Per questo è necessario partire dalla consapevolezza del proprio ruolo e di quanto singole azioni possano avere un forte impatto sulla natura. Solo adottando un atteggiamento ecologicamente corretto e consapevole è possibile dare un reale contributo al benessere del pianeta.„ Partendo da questa dichiarazione fatta da Tedeschi, auspico che l’impegno dell’azienda che dirige non si limiti a dare contributi a “The RAINFOREST FUNDATION„.

Strutturare sistemi che abbiamo come scopo principale azioni coordinate atte alla sensibilizzazione ed educazione delle future generazioni è forse il modo migliore per tentare di risolvere l’annoso problema della salvaguardia ambientale.

REduce – REcover – REuse – REcycle, viene così tradotto da Lexmark:

Non stampare inutilmente…

  • Usare la funzionalità dello scanner per l’invio delle bozze via mail e visualizzare sempre l’anteprima di stampa del documento prima di andare in stampa.

Stampare meno

  • Stampare solo le pagine necessarie, usando le modalità fronte-retro, la bozza e la funzione multi-up.

Stampare in maniera intelligente

  • Preferire sempre l’utilizzo di carta riciclata o certificata

  • Scegliere cartucce originali ad alto rendimento e smaltirle in contenitori separati

  • Restituire le soluzioni al termine del loro ciclo di vita per recuperarle

  • Usate preferibilmente stampanti per piccoli gruppi di lavoro

  • Non disattivare la modalità di risparmio energetico

Riciclare

  • Impegnarsi in prima persona per restituire i prodotti utilizzati, contribuendo responsabilmente al loro riciclo

Fondamentalmente quanto sopra espresso da Lexmark è corretto, forse un po’ limitato e protezionistico. Preferire prodotti riciclati (cartucce) e hardware ricondizionato (stampanti) contribuisce ulteriormente alla tutela e salvaguardia dell’ambiente.

Educare il consumatore ad un utilizzo coscienzioso dei prodotti, organizzare workshop tematici in collaborazione con associazioni ambientaliste, coordinare insomma azioni legate alla tutela e salvaguardia dell’ambiente, cercando di portare a conoscenza di tutti le tecnologie volte alla riduzione de rifiuti in primis e ad una corretta gestione successivamente.

Annunciate ormai da tempo, presentate al mercato USA un anno fa, saranno disponibili sugli scaffali delle principali catene di negozi dal prossimo mese di maggio. Consapevole di essere in netto ritardo sul mercato rispetto ai concorrenti, si è concentrata su alcuni aspetti molto importanti come la riduzione dei consumi. “Proprio per questo – ha affermato Enrico Bradamente, direttore europeo del business inkjet – non vogliamo essere semplicemente un’altra azienda che produce stampanti. Intendiamo invece colmare quelle lacune che hanno lasciato gli altri costruttori”.

Dunque la filosia dei nouvi prodotti Kodak si basa su tre punti fermi che sono:

  • Qualità
  • Facilità d’uso
  • Riduzione dei consumi d’inchiostro

Basandosi sui risultati di una ricerca commisionata a Quality Logic – laboratorio di test che ha messo a confronto i nuovi modelli Kodak con altri 11 dispositivi – il risparmio medio delle prodotti Kodak si attesta attorno al 50%. “E’ quattro anni che calibriamo il nostro nuovo sistema di stampa con l’intento di riuscire a parlare agli utenti di un mercato statico da anni, in cui i vendor parlano ai clienti solo in termini di qualità espressa in dpi. Ma il costo delle cartucce è quello che fa la differenza per gli utenti finali. La nostra proposta va nella direzione di fermare il mercato dei compatibili perché i nostri costi assolvono questa sfida”.

Cartuccia multi-color KodakLe stampanti montano una cartuccia black ed una a colori, che contiene oltre ai tre colori base (C/M/Y) anche i due colori fotografici. Kodak sostiene di aver calibrato in modo ottimale la quantità d’inchiostro contenuto nei serbatoi in modo che nell’utilizzo medio della stmapante i colori finiscano contemporaneamente, risolvendo di fatto l’annoso problema che alcune macchine della concorrenza tutt’ora hanno, ovvero la fine di un solo colore costringe l’utente a sostituire anche gli altri. La presenza di un chip installato sulla cartuccia lascia qualche dubbio in merito alla gestione dei livelli degli inchiostri, l’esperienza degli anni passati fatta con le cartucce Epson insegna. Anche se Kodak afferma che questi modelli di cartucce resteranno validi per tutti i modelli di stampanti che produrrà per i prossimi tre anni, mi chiedo da cosa è dettata la scelta di montare cartucce multi-color anzichè cartucce single-color. Apprezzando gli studi fatti e/o commisionati da Kodak, credo che la massima soddisfazione dell’utente di possa trovare fornendo cartucce che abbiano il giusto (corretto) rapporto costo/quantità.

Al momento sono tre i modelli che Kodak ha presentato, e sono tutti stampanti multifunzione (stampa-copia-fax-scanner) tutti basati sull’esclusiva tecnologia KODAKCOLOR Tecnology, non sono state fornite le caratteristiche dei singoli modelli, quello che riportiamo di seguito è quanto abbiamo trovato navigando in rete.

  • Kodak Easyshare 5500KodakEasyShare 5500 a 199 euro – Stampa-copia-scanner-fax con ADF (carticatore automatico di originali) ideale per piccoli uffici, munita di display LCD da 2,3″.
  • Kodak Easyshare 5300 Kodak EasyShare 5300 a 149 euro – Stampa-copia-scanner molto veloce e versatile (32 ppm b/n – 30 ppm colori), anche questa munita di disply LCD 2.3″.
  • Kodak Easyshare ES3 Kodak EasyShare ESP3 a 99 euro – Economica e compatta, stampa-copia-scanner ideale per utenti home.

La difficoltà è spiegare agli utenti il nostro approccio volto al risparmio dei costi – spiega Bradamante – Per questa ragione allestiremo corner al’interno delle esposizioni dove personale qualificato illustrerà le caratteristiche delle nostre ink-jet. Il nostro marchio è bene conosciuto nella grande distribuzione per la nostra storica presenza nel mondo fotografico, dobbiamo farci conoscere anche come produttore di stampanti”.

Non ci resta quindi che aspettare maggio e visitare un centro Media World, Euronics, UniEuro, Pc City per parlare con i tecnici della Kodak e scoprire tutti i vantaggi offerti da queste nuove macchine.

Stoccaggio Cartucce VuoteHP ha avviato, qualche anno fà, un programma pilota per il riciclo della plastica derivata dalle cartucce esaurite (vuote), non ha inventato niente di nuovo sia chiaro, ma il successo a spinto l’azienda ad investire e sostenere questa iniziativa. In pratica ha semplicemente applicato un processo già noto per il recupero della plastica (ABS, PET) di cui sono fatte le cartucce toner ed inkjet. Le cartucce vengono raccolte dai centri autorizzati HP (in Italia il servizio non è attivo) e successivamente avviate al riciclo, la plastica viene triturata e quindi trattata con fibre e resine particolari per renderla nuovamente utilizzabile nei processi per la produzione di nuove cartucce. Sei mesi fà HP dichiarò di aver riciclato ben 74 milioni di Kg. di plastica attravero il suo programma HP Planet Partners attirando su di se quindi la benevolenza di quanti lottano perchè le major prendano coscienza di un problema tanto importante come l’AMBIENTE.

Quanto svolto da HP è di assoluto rigore, ci auguriamo che anche altri brand possano presto imitare il colosso americano. E’ necessario però, secondo noi fare qualche precisazione in merito ai processi di riciclo. Siamo convinti che l’azione di HP sia lodevole e meriti una certa risonanza, ma siamo dell’idea che prima di avviare la plastica delle cartucce al processo di recupero sia doveroso attivare un processo di tipo diverso che permetta un reale riutilizzo delle cartucce, evitando così che le stesse debbano essere recuperate.

La RIGENERAZIONE, almeno quella fatta da noi, consente all’utente di riutilizzare le cartucce toner e inkjet, fintanto che queste non presentino anomalie strutturali (ricordiamoci che sono comunque fatte di plastica), garantendo qualità e prestazioni di rigore. Qualora non sia possibile procedere con la rigenerazione, la stessa viene avviata al recupero attivando una procedura che avrà come risultato finale una separazione dei dingolo compontenti di cui la cartuccia stessa è composta (Plastica, Ferro, Parti Elettriche, Polvere Toner). Di tutto questo solo la polvere toner viene avviato allo smaltimento (circa il 5-10% del peso complessivo della cartuccia), il resto viene avviato al recupero attraverso i canali standard.

Se la RIGENERAZIONE, intesa come quel processo produttivo attraverso cui operatori del settore qualificati e professionali fosse presa in seria cosiderazione, non tanto come valida alternativa al prodotto nuovo, ma piuttosto come possibile soluzione al problema della sostenibilità ambientale, probabilmente nel nostro paese circolerebbero molte meno cartucce vuote destinate alle discariche.