aprile 2008


Quando si decide di acquistare una cartuccia rigenerata è buona regola non basare la propria decisione solo sul prezzo. Evitare di rimane intrappolati nella logica della quotazione al ribasso dovrebbe essere una regola aurea.

Il prezzo, anche se importante non deve vincolare l’utente nella valutazione di un’offerta. Quando si parla di prodotti rigenerati, è necessario fare alcune considerazioni anche sull’azienda che li produce o rivende. Avere garanzie su professionalità, rapidità nella risoluzione di eventuali problemi e sull’efficienza del prodotto, dovrebbe essere determinante nella valutazione.

Troppo spesso si sentono opinioni poco rassicuranti da utenti che hanno provato ad installare una cartuccia rigenerata sulla propria stampante con risultati poco entusiasmanti. Copie sporche o sbiadite, rumori strani, carta che si inceppa continuamente, questi solo alcuni delle problematiche che si trovano ad affrontare gli utenti che fanno del prezzo l’unico parametro di valutazione.

Quindi per poter valutare al meglio il prodotto che si andrà ad acquistare sarà indispensabile conoscere bene l’azienda che lo propone, ed avere assicurazioni in merito ai processi lavorativi (motedologia, test di funzionalità, rispetto delle norme ambientali), alle tecnologie adottate e soprattutto al post vendita.

Un altro aspetto, troppo spesso non considerato, riguarda i prodotti “made in china„. Su questi bisognerebbe aprire un dibattito a parte, ma in questo momento mi limito a sottolineare che acquistare prodotti rigenerati provenienti dai paesi del sud-est asiatico, con l’obbiettivo di risparmiare e ridurre i rifiuti, non è funzionale.

Non lo è perchè il riciclo viene applicato a cartucce prodotte in altri paesi, e perchè il basso costo deriva spesso da condizioni di lavoro al limite della decenza.

I prodotti di importazione inoltre vengono spesso definiti compatibili, nel vano tentativo di renderli più appetibili al mercato. Una cosa che pochi sanno però, e che vale la pena di dire, è che nessun produttore OEM (Original Equipment Manufacturer) ha mai autorizzato, e forse mai lo farà, alcuna azienda Italiana o estera per la produzione di cartucce compatibili. Esistono infatti decine di brevetti a tutela della proprietà intellettuale dei marchi, che un prodotto compatibile (ex-novo) viola a prescindere.

La rigenerazione parte da un prodotto a fine vita (rifiuto) ed attraverso processi lavorativi viene ripristinato affinchè torni a funzionare esattamente come in origine.

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Alla fine del 2007 HP ha commisionato un indagine indipendente su 1200 PMI eruropee per valutare quali sono gli aspetti ambientali che influenzano gli acquisti di stampanti. I risultati li trovate qui e qui, evito di riproporveli e cerco di focalizzarmi su alcune considerazioni di carattere personale.

  • Se è vero che HP è così attenta all’ambiente perchè continua a proporre all’utenza macchine a basso costo che montano cartucce che contengono solo 5ml di inchiostro? Un tempo c’erano stampanti, di pari categoria, sulle quali erano installate cartucce il cui contenuto di inchiostro era pari a 40ml. Chiara logica dei fatturati meno inchiostro più cartucce vendute, salvo poi doverle smaltire.
  • Perchè HP non propone un programma di informazione e formazione dei propri rivenditori, in modo da educarli ad una vendita ecosostenibile piuttosto che selvaggia come è attualmente? Quanti di voi utenti hanno mai ricevuto consigli, da un rivenditore, mirati ad un acquisto consapevole?
  • Se la stampa fornte/retro garantisce un notevole risparmio di carta, perchè continua ad essere un optional e non diventa un accessorio installato di serie su tutte le macchine prodotte?
  • Se l’impegno di HP è volto al recupero delle cartucce esaurite avviando le stesse ad un processo di riciclo che garantisca la riduzione di dei rifiuti, mi chiedo perchè non intervenga a monte anzichè a valle? Ovvero, perchè non investe in progetti e soluzioni che consentano una reale riduzione della produzione dei rifiuti stessi?

Sia chiaro il mio non è un accanimento nei confronti di HP, sono solo infastidito da una certa ipocrisia.

Un camion che trasportava cartucce prende fuoco a cuasa probabilmente di un freno bloccato. L’incendio si è sviluppato con rapidità a causa del carico che  trasportava. Cartucce per stampanti, destinate ad un’azienda di Aprilia. Le cartuccie composte per la maggior parte di plastica, non ignifuga, hanno alimentato le fiamme fino a ridurre il rimorchio un ammasso di plastica fusa e fumante. Incidenti che capitano, per fortuna non così frequentemente.

Via Maremmanews

Finalmente anche in Italia è entrato in vigore un decreto interministeriale che regolamenta gli acquisti verdi nella pubblica ammnistrazione. Un altro passo verso un economia pubblica sostenibile. Del resto forse eravamo rimasti gli ultimi nella comunità europea a non avere regole chiare a riguardo. Il piano d’azione per la sostenibilità nella pubblica amministreazione (Piano d’azione per il Green Public Procurement) riguarderà prodotti e servizi per un valore di cira 50 miliardi di euro.

Il ministero dell’Ambiente quello dello Sviluppo Economico ed il ministero dell’Economia hanno collaborato alla stesura di questo decreto entrato in vigore qualche giorno fa con la consapevolezza che un passo così importante era indispensabile per il nostro paese.

Per il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, si tratta di una ”svolta importante”. ”Questo provvedimento, cui abbiamo lavorato per mesi – ha detto Pecoraro – ci avvicina alle migliori esperienze europee. E’ evidente che, oltre a difendere l’ambiente, il piano potrà sostenere la competitività del nostro sistema produttivo, stimolando l’innovazione ambientale, orientando correttamente nuovi business, premiando prodotti e soluzioni tecniche avanzate, contrastando l’invasione di prodotti che si mostrano assai spesso privi di qualunque requisito di pregio ambientale, con riflessi talora pericolosi nel campo della sicurezza e della salute”. ”L’importanza di questo piano ha concluso Pecoraroappare evidente se solo pensiamo che le spese interessate da questa svolta verde ammontano a ben 50 miliardi di euro ogni anno

Attendiamo ora l’emanazione dei provvedimenti attuativi, che indicheranno i criteri ambientali minimi a cui la Pubblica Amministrazione centrale e locale dovrà attenersi nella formulazione delle gare d’appalto future.

La speranza, per un azienda come la nostra, è che questo decreto possa dare spazio oltre che ai consueti prodotti ecosostenibili (carta riciclata, lampade a basso consumo, energia rinnovabile, etc.) anche a beni e servizi innovativi come ad esempio i cosumabili per le stampanti (cartucce inkjet e toner) rigenerati, l’hardware (pc, monitor e stampanti) ricondizionati.

via Ansa, Rinnovabili, Acquisti Verdi

Anche noi eravamo presenti, grazie alla collaborazione con ARCI Milano che ci ha permesso di presentare il nostro progetto “Rigeneriamoci” ai visitatori. Il successo ottenuto ci rende orgogliosi e ci spinge ad affrontare nuove sfide e realizzare nuovi progetti. In cantiere ci sono già nuove idee che presto verranno proposte agli utenti attenti alle tematiche ecosostenibili.

Discreta la presenza di visitatori, anche a causa della pioggia battente che venerdì  ha impedito a molti di visitare la fiera.

Ecosostenibilità ed equosolidarietà i temi trattati nei vari momenti di incontro e dibattito, la costante e crescente attenzione dei consumatori verso queste tematiche decreta un successo indiscutibile per questi eventi.

Alimentari, moda, viaggi, energia, finanza, arredamento, stampa, software, volontariato queste i principali gruppi merceologici presenti in fiera, ogni espositore in un modo o nell’altro proponeva prodotti o progetti orientati al risparmio, alla condivisione, alla cooperazione e chiaramente alla sostenibilità.

I diversi momenti di intrattenimento hanno contribuito a rendere perfetto questo evento.

La società americana Konarka Technologies Inc, ha presentato lo scorso marzo i risultati di una ricerca che vede l’impiego della stampa inkjet per la produzione di celle fotovoltaiche ad alto rendimento. Sostituendo l’inchiostro con un polimero organico (fullerene) e la carta con sottili e flessibili fogli di plastica, è possibile produrre celle fotovoltaiche in grado di funzionare con qualunque tipo di luce.

La precisione della stampa inkjet, che consente di posizionare in un punto preciso il polimero sul folgio di plastica offre come primo enorme vantaggio una sostanziale riduzione dei costi rispetto all’impiego del silicio, e secondariamente la posibilità di creare celle fotovoltaiche personalizzate stravolgendo di fatto il concetto di pannello solare.

Konarka Technologies, leader nella produzione di materiale polimerico in grado di trasformare la luce in energia (power plastic), si dice convinta di poter avviare, in un futuro non troppo lontano, una produzione su larga scala basata su questa tecnologia.

Forse tra qualche anno potremo aqcuistare cartucce e “carta” speciali che ci permetteranno di auto-produrci pannelli solari per alimentare notebook, cellulari, lettori mp3, etc..

via Zeroemissioni e Casa&Clima

Il 2 aprile ho partecipato all’evento organizzato da Lexmark, riservato ai giornalisti, chiamato “Earth Month” il cui slogan era “Print Less Save More”, grazie alla collaborazione che da anni ho con la rivista del settore “Il Rigeneratore Italiano.

L’azienda ha presentato i nuovi prodotti che inizierà a commercializzare proprio da questo mese, il tutto condito da una campagna di sensibilizzazione ambientale, “Earth Month„ appunto con la quale Lexmark si impegna a proteggere 242 ettari di foresta pluviale versando un contributo alla “Rainforest Fundation UK„.

I modelli presentati, sui quali potrete trovare maggiori informazioni qui e qui, hanno tutti caratteristiche eco-sostenibili secondo il colosso statunitense, permetteranno cioè all’utente di risparmiare contribuendo al tempo stesso alla salvaguardia ambientale. Dalla funzionalità fronte/retro che permette di dimezzare i volumi di carta stampata, alle cartucce in formato XL che sempre secondo il produttore consentono di stampare il doppio risparmiando denaro e soprattutto diminuendo il volume di rifiuti (cartucce a fine vita).

E’ stato presentato anche un programma per il recupero delle cartucce esaurite. Collegandosi al sito internet l’utilizzatore potrà con estrema semplicità verificare il rivenditore Lexmark più vicino al quale potrà consegnare le proprie cartucce esaurite, garantendo così una corretta gestione del rifiuto. Non è stato specificato però che destinazione avranno le cartucce esaurite adducendo ad un riciclo di materie plastiche e metalliche, niente di nuovo altri già lo fanno da anni (vedi qui). Massimiliano Tedeschi Amministratore Delegato di Lexmark Italia ha dichiarato che in tutto sono 800 i punti vendita autorizzati sul territorio italiano in grado di gestire i rifiuti consegnati dagli utenti professionali e privati, quando ho chiesto come si fossero comportati con le autorizzazioni mi ha risposto “…tutti i nostri rivenditori sono autorizzati allo stoccaggio dei rifiuti, stiamo però lavorando con il ministero dell’Ambiente per modificare la legge, e semplificare la gestione di questa tipologia di rifiuto.„ La risposta mi lascia un po’ perplesso e francamente la considero un po’ troppo diplomatica, conosco molto bene le difficoltà che si incontrano nell’espletare le pratiche per il rilascio delle autorizzazioni. Esistono alcuni vincoli, paesaggistici, faunistici e di tutela della persona che impediscono l’ottenimento delle stesse, per esempio non può esistere un sito di stoccaggio rifiuti in una zona che non sia classificata industriale dal piano regolatore del comune, il sito in questione non può essere prossimo a falde acquifere, parchi naturali, etc… Anche se non si tratta di rifiuti pericolosi, il Dlgs 152 03/04/06 non fa distinzioni in merito.

Assolutamente apprezzabile l’approccio che l’azienda sta avendo nei confronti dell’ambiente, l’iniziativa volta ad educare e sensibilizzare gli utenti ad un comportamento più sostenibile è assolutamente apprezzata, il timore che la logica dei profitti abbia la meglio c’è ed è molto forte. Vestire una campagna commerciale con l’abito ecologico è sicuramente d’impatto sui fatturati, ma non sull’ambiente se quest’ultimo è solo un veicolo promozionale.

La salvaguardia dell’ambiente è un compito che oggi spetta a tutte le persone e che non può più essere delegato o rimandato. Tutti possono contribuire in maniera immediata e concreta, semplicemente mettendo in pratica comportamenti eco-compatibili nella vita quotidiana. Per questo è necessario partire dalla consapevolezza del proprio ruolo e di quanto singole azioni possano avere un forte impatto sulla natura. Solo adottando un atteggiamento ecologicamente corretto e consapevole è possibile dare un reale contributo al benessere del pianeta.„ Partendo da questa dichiarazione fatta da Tedeschi, auspico che l’impegno dell’azienda che dirige non si limiti a dare contributi a “The RAINFOREST FUNDATION„.

Strutturare sistemi che abbiamo come scopo principale azioni coordinate atte alla sensibilizzazione ed educazione delle future generazioni è forse il modo migliore per tentare di risolvere l’annoso problema della salvaguardia ambientale.

REduce – REcover – REuse – REcycle, viene così tradotto da Lexmark:

Non stampare inutilmente…

  • Usare la funzionalità dello scanner per l’invio delle bozze via mail e visualizzare sempre l’anteprima di stampa del documento prima di andare in stampa.

Stampare meno

  • Stampare solo le pagine necessarie, usando le modalità fronte-retro, la bozza e la funzione multi-up.

Stampare in maniera intelligente

  • Preferire sempre l’utilizzo di carta riciclata o certificata

  • Scegliere cartucce originali ad alto rendimento e smaltirle in contenitori separati

  • Restituire le soluzioni al termine del loro ciclo di vita per recuperarle

  • Usate preferibilmente stampanti per piccoli gruppi di lavoro

  • Non disattivare la modalità di risparmio energetico

Riciclare

  • Impegnarsi in prima persona per restituire i prodotti utilizzati, contribuendo responsabilmente al loro riciclo

Fondamentalmente quanto sopra espresso da Lexmark è corretto, forse un po’ limitato e protezionistico. Preferire prodotti riciclati (cartucce) e hardware ricondizionato (stampanti) contribuisce ulteriormente alla tutela e salvaguardia dell’ambiente.

Educare il consumatore ad un utilizzo coscienzioso dei prodotti, organizzare workshop tematici in collaborazione con associazioni ambientaliste, coordinare insomma azioni legate alla tutela e salvaguardia dell’ambiente, cercando di portare a conoscenza di tutti le tecnologie volte alla riduzione de rifiuti in primis e ad una corretta gestione successivamente.

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