marzo 2008


Polaroid presenta la prima stampante fotografica tascabile con tecnologia bluetooth in grado di riprodurre le vostre foto a colori con qualità eccezionale e che durano nel tempo, senza l’ausiolio di inchiostro liquido (inkjet) o solido (polvere toner).

La Zink (Zero Ink) ha sviluppato una tecnologia che permette di realizzare queste stampe senza l’ausilio di cartucce, il supporto (carta) necessario per la stampa è formato da 5 strati:

  • 1 strato base;
  • 3 layer composti da cristalli d’inchiostro termoreattvi (i colori c/m/y);
  • 1 strato protettivo trsasparente.

Zink Paper

La testina di stampa che in questo caso è termica sollecita i singoli strati di colore con temperature differenti ottenendo così la liquefazione dei cristalli sui singoli strati, in questo modo per sovrapposizione di crea l’immagine a colori.


via fotoup 

La domanda che spesso molti utenti ironicamente pongono ai rivenditori dopo aver sentito lodare le caratteristiche di una stampante… Bhe! Qualcuno ha pensato bene di realizzare una stampante con inchiostro alimentare per decorare il cappuccino.

Difficile capire cosa abbia spinto l’inventore a cimentarsi in un’opera di questo tipo, certo è simpatica e forse affinando un pò di più il progetto potrebbe anche spopolare nei bar.

La stampante per il cappuccino “Latte Art Printing” deriva da un plotter Philips 8155 modificato.

Via: Pctuner e Opikalo

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Da oggi è possibile condividere la propria stampante sul web, dando così la possibilità ad amici, colleghi o parenti di usufruire della propria periferica.

PrinterAnywhere è una semplice applicazione da installare sul propio pc che rende disponibile in rete la propria periferica di stampa. Un software free, semplice da installare e configurare, una volta eseguito il download è necessario creare un account sul server di printershare, a questo punto è possibile cerca gli utenti che hanno deciso di condividere la propria stampante. Quando si deciderà di stampare un qualsiasi documento sarà sufficiente selezioanre la stampante “PrinterAniwhere”, dopo aver confermato la stampa sarà necessario selezionare la stampante condivisa nel web. Per gli utenti regular nelle stampe verrà inserita una pubblicità, è possibile evitare questo inconveniente facendo un upgrade dell’account al costo di 19,95 $ al mese. Forse un pò cara come soluzione 😉

Negli ultimi mesi abbiamo concentrato la nostra attenzione su un nuovo servizio che riteniamo possa essere d’impatto per gli utenti che hanno la necessità di stampare i propri documenti. A fronte di un trend che vede la grande utenza dismettere l’hardware e le periferiche che considerano vecchie e obsolote, la nostra struttura ha attivato un serivzio di raccolta e recupero di questo materiale con lo scopo di ricondizionarlo e quindi metterlo a disposizione della propria clientela con formule comemciali vantaggiose.

L’offerta prevede il noleggio di dette stampanti con un canone mensile che comprende assistenza, manutenzione e comsumabili. A partire da 19,00€ al mese si può avere una stampante laser di rete (27 ppm)con 6.000 copie all’anno, se le vostre esigenze richiedono un multifunzione (stampa-fax-scanner-fotocopiatrice) allora si parte da 29,00€ al mese per stampare 12.000 copie all’anno.

Sottoscrivendo il contratto, che dura un anno e si rinnova in automatico per i successivi due, l’utente ha dunque la possibilità di utilizzare una stampante laser senza di fatto dover sostenere l’investimento iniziale per l’acquisto della stessa.

Esistono già sul mercato soluzioni commerciali che prevedono il noleggio di periferche per la stampa, non abbiamo inventato nulla di nuovo, la differenza rispetto agli standard del mercato sostanzialmente si basa sul fatto che proponiamo macchine ricondizionate offrendo dunque la possibilità all’utenza di accedere a macchine di fascia alta con costo ridottissimo, garantendo sempre qualità, prestazioni e soprattutto il servizio.

Molti utenti acquistano una stampante perchè attratti dal prezzo basso (spesso trovano promozioni sotto costo), oppure perchè una data caratteristica ha catturato così tanto l’attenzione da rendere il costo un problema secondario. Pochi, anzi forse nessuno, fanno una valutazione sulle reali esigenze che la futura stampante dovrà soddisfare o sul reale costo di mantenimento che si dovrà sostenere dopo l’acquisto della periferica.

Sembrerà strano ma forse facendo un parallelismo con le automobili riuscirò ad essere più chiaro.

Credo che nessuno si sognerebbe di andare da un concessionario ad acquistare un’autovettura basando il suo criterio di valutazione unicamente sul prezzo del bene, ma piuttosto si cercherà di estendere la valutazione su più parametri come le prestazioni, le garanzie, gli optional disponibili di serie, i costi di gestione (tagliando, assicurazione, bollo, etc…), infine l’utente scegliera anche in considerazione del reale utilizzo che farà del bene.

Quando si acquista una stampante, per evitare di fare errori bisognerebbe avere lo stesso approccio al problema. Scegliere cioè una macchina che soddisfi più criteri di valutazione, ma soprattutto è determinante conoscere a priori il costo e la durata dei materiali di consumo come i toner, i tamburi (unità immagine), il gruppo fusore, l’unità di trasferimento. Chiaramente non tutte le macchine hanno come materiale di consumo il gruppo fusore, per alcune quest’ultimo è considerato una parte di ricambio, quindi più difficile conoscerne il prezzo.

Ma torniamo a noi, una volta che sono a conoscenza delle caratteristiche del prodotto e quindi che sono sicuro che quest’ultimo possa far fronte alle mie reali esigenze, è necessario che mi metta a fare due conti per capire esattamente quanto mi costerà stampare una pagina. I conti sono semplicissimi da eseguire, basta dividere il costo del singolo consumabile per il numero di copie dichiarato dal produttore, sommando i singoli risultati avrò così il costo di ogni singola pagina stampata (esclusa la carta ovviamente).

Facendo l’esercizio sopra descritto per diversi modelli, noterete che l’investimento iniziale della macchina è inversamente proporzionale al costo copia della stessa. Mi spiego, quanto più si spenderà per l’acquisto di una stampante, tanto meno costerà la copia che questa produrrà. Il motivo è semplicissimo, più si sale di prezzo più crescono le prestazioni (velocità di stampa, carico di lavoro, etc..) e conseguentemente cresce l’autonomia, che significa cartucce toner più capienti e quindi in proporzione meno costose.

E’ comprensibile che molti utenti non abbiano tempo da deidcare a questo tipo di valutazione e che quindi affidino la propria scelta sollo sulla base dei suggerimenti del proprio rivenditore di fiducia, ma ahimè troppo spesso queste si rivelano scelte sbagliate che nel lungo periodo diventano onerose e insostenibili. A quanti è capitato di trovare su internet o sugli scaffali dei centri commerciali offerte imperdibili di stampanti laser o inkjet, e convinti di fare un affare precipitarsi all’acquisto tranne poi rendersi conto al primo acquisto di cartucce (consumabili) che il valore delle stesse supera di gran lunga quello della macchina appena acquistata.

Ecco quidni alcune semplici regole da rispettare per garantirsi un acquisto oculato:

  • Stimare il numero di copie mensili necessario per fare fronte alle proprie esigenze, per farlo basta fare avere un’idea del numero di stampe giornaliere (20 stampe al giorno si traducono in circa 500 copie/mese) o del numero di risme di carta che si consumano (1 risma di carta=500 fogli).
  • Valutare, in riferimento al carico di lavoro che la macchina dovrà sopportare, la velocità di stampa (che si misura in pagine per minuto “ppm”) e la memoria disponibile. Poca memoria significa più tempo di elaborazione del processo.
  • Verificare che per la macchina in questione esistano consumabili rigenerati o compatibili, questo vi permetterà di risparmiare ulteriormente sui costi di mentenimento della macchina stessa.
  • Assicurarsi che in zona ci sia uno o più tecnici in grado di darvi assistenza, questo impedirà fermi macchina lunghi e ingestibili.
  • Calcolare il costo copia di più stampanti e metterli a confronto, facendo attenzione a considerare anche i millesimi di euro. Una stmapante b/n tipicamente ha un costo copia che oscilla tra 0,01€ e 0,02€ un utente che stampa 50.000 copie all’anno dovrà prestare molta attenzione ala differenza, perchè questa si traduce in 500,00€ all’anno di spesa o di risparmio.

Un’altra soluzione è il noleggio della stampante, questo servizio viene tipicamente offerte solo per stampanti laser. In pratica il bene viene concesso in comodato d’uso all’utente il quale paga un canone mensile che può comprendere anche un monte copie. Con questo sistema l’utilizzatore esternalizza il problema della gesitone della stampante, qiundi manutenzione ordinaria e straordinaria, parti di ricambio, ma soprattutto i consumabili non sono più un suo problema. Sarà compito della società che offre il servizio preoccuparsi che tutto funzioni per il meglio.

Parco di TrennoApprendo ora che l’iniziativa (in)catena(ti) per i parchi Lombardi ha avuto successo 🙂

L’emendamento contro i parchi è stato ritirato, ancora una volta l’azione congiunta di molti è riuscita a far prevalere il buon senso.

Grazie a tutti.

inquinamento.jpgDifendersi dalla spazzatura è prima di tutto un’azione culturale. La spazzatura più pericolosa è infatti quella basata su giri di parole, giochi semantici e fonetici, contrazioni di significati, revisione di concetti e quantaltro sia funzionale a distrarre l’attenzione dal vero oggetto della riflessione.

Un esempio tipico è sostituire alla parola inceneritore la parola termovalorizzatore.

Nel mondo è in corso uno scontro durissimo tra cittadini, Amministrazioni Comunali, Provinciali e Nazionali e gli Industriali, sul tema della costruzione degli inceneritori.

In questo contesto, la domanda da porsi non è se inquina di più un inceneritore o una discarica, bensì cosa possiamo fare per evitarli entrambi. E non si tratta dello stato della tecnica, ma dello stato della ragionevolezza.

Prima differenziamo e ricicliamo il più possibile, poi rifacciamo i calcoli e vediamo quali sono le reali necessità del territorio nazionale in termini di smaltimento rifiuti. Solo dopo potremo iniziare a discutere del metodo con cui trattare il residuo non riciclabile, e da questo punto la popolazione ed i comitati sono (fortunatamente) irremovibili, questa è una condizione non negoziabile.

Da parte della cittadinanza non esistono preoccupazioni per le tasche tartassate dalle tariffe, probabilmente la questione economica interessa squisitamente gli industriali, ma al cittadino interessa la salute propria e dei propri figli, la qualità della vita, la possibilità di procurarsi alimenti non avvelenati da diossine e nanopolveri. Non essere costretti a sottoporsi alle cure dell’oncologo non ha prezzo, molto meglio la bolletta salata.

Negli ultimi cento anni abbiamo seguito un modello di sviluppo dissennato, basato su fallaci presupposti come la perenne disponibilità di materie prime e la capacità dell’ambiente di assorbire una quantità illimitata di inquinanti nocivi, è tempo di rendersi conto che la festa è finita, è tempo di utilizzare le tecnologie in modo intelligente, è tempo che gli industriali si preoccupino degli effetti generali della propria attività e non solo di generare profitto.

Per difendersi dalla spazzatura, in questo caso intesa come rifiuti, bisogna evitare di produrla. Questa è l’unica scelta razionale, in più ha il vantaggio di essere molto semplice.

Sulla base di questa premessa risulta evidente quanto sia fondamentale un sostenibile comunicare, perché nelle parole e nei concetti possono nascondersi insidie e trabocchetti, come –appunto- lo stravolgimento di senso che si produce sostituendo alla parola inceneritore la parola termovalorizzatore.