Una volta che le stampanti arrivano nel nostro centro, vengono da prima controllate in modo sommario per verificare che non ci siano danni strutturali che nel caso inficerebbero il funzionamento e le prestazioni della macchina.
Stabilito che le stesse possono essere utilizzate, procediamo con la pulizia interna utilizzando aria compressa, in questo modo abbiamo la certezza di eliminare il pulviscolo, i residui di toner ed eventuali residui di carta. Questa operazione viene eseguita in prossimità di una cabina di aspirazione, idodea al filtraggio delle polveri toner.
Si passa dunque all’ottica che può essere considerata il cuore di una stampante laser, essa è composta da un diodo laser, un prisma, da lenti e specchi che convogliano e rifletto il fascio di luce laser verso il tamburo fotosensibile. La pulizia viene eseguita con l’ausilio di detergenti a base di alcool e bastoncini cotonati.
Il prisma è montato su un motore passo-passo che lo fa ruotare a velocità costante, la rotazione fa si che il fascio di luce (laser) venga riflesso su tutta la lunghezza del tamburo (larghezza del foglio A4 o A3), un po’ come se fosse un pennello. La patina di sporco che si forma sulle facce del prisma, sulla lente, e sullo specchio influisce sull’intensità del fascio laser, viene cioè attenuata causando quindi un peggioramento della stampa, solitamente sbiadisce e nei casi peggiori sparisce.
Si passa quindi alla verifica dello stato d’uso del gruppo fusore (rullo fusore e rullo pressore), questa è la parte che permette alla polver toner di essere fissata sulla carta. L’azione del calore, data da una lampada a incandescenza che permette al rullo di raggiungere temperature tra i 180°C e i 200°C, e della pressione (data appunto dal rullo pressore) fa si che le resine contenute nella miscela (toner) fondano e si ancorino sulla carta. La verifica consiste in una valutazione oggettiva del rivestimento in teflon del rullo fusore in relazione al numero di copie stampate dalla macchina. Il rivestimento in teflon, conferisce al rullo fusore caratteristiche di antiaderenza evitando di fatto che particelle di polvere toner possano attaccarsi al rullo stesso, causando stampe sporche. Nel caso in cui la valutazione dia esito negativo il gruppo viene sostituito con uno nuovo.
Le schede elettroniche vengono pulite con una soluzione che elimina eventuali ossidazioni dei circuiti stampanti. Si passa quindi alla fase di pulizia delle parti in plastica (cover) con prodotti specifici avendo cura di eliminare eventuali etichette applicate dai precedenti utilizzatori. Come potete notare la pulizia accurate delle parti ci permette di consegnare all’utilizzatore una macchina che pur essendo ricondizionata si presenta come una nuova.Una volta che tutte le parti sono state sulite si procedo al rimontaggio della stampante ed al test finale.
Ecco dunque come si presentano le nostre stampanti ricondizionate.


















Marzo 10, 2008 at 10:07 am
[...] Ricondizioniamo una stampante dismessa [...]
Aprile 13, 2008 at 7:14 pm
[...] Ricondizioniamo una stampante dismessa [...]
Aprile 16, 2008 at 8:02 pm
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